La pianificazione patrimoniale

Che cos’è la pianificazione patrimoniale?

La pianificazione patrimoniale consiste in un’attività di ricognizione, analisi e ottimizzazione della struttura di un patrimonio finanziario, immobiliare ed aziendale in capo ad una persona o a un gruppo familiare, con riferimento a esigenze e obiettivi chiaramente circostanziati, ordinati su scala temporale e/o di priorità, da fare emergere compiutamente o da ridefinire.
Tale processo non avviene una tantum in quanto il quadro di riferimento non è statico, e necessita di continue verifiche e ricalibrature in base al susseguirsi degli eventi personali e dei mutamenti socio-economici. In altre parole, il patrimonio è “vivo”, e necessita di un processo di gestione altrettanto dinamico e flessibile.

In particolare rientra in tale attività anche l’analisi dei flussi finanziari ed economici rivenienti da fonti e da utilizzi, insieme con gli impegni assunti o da assumere.

Tale analisi viene eseguita tenendo conto anche degli aspetti fiscali, previdenziali, familiari e successori.

Chi necessita della pianificazione patrimoniale?

L’esigenza di una pianificazione patrimoniale è particolarmente avvertita da persone proprietarie di consistenti patrimoni, spesso frutto del lavoro di un’unica generazione che, se non vengono gestiti con razionalità e accortezza, come ci dicono le statistiche, tendono ad esaurirsi completamente nel corso delle due generazioni successive a quella che li ha creati.

Perché è importante la pianificazione patrimoniale?

La pianificazione patrimoniale è importante perché negli anni successivi alla crisi finanziaria globale iniziata in sordina nel 2007 e poi deflagrata nel 2008 abbiamo assistito a cambiamenti radicali negli ambiti finanziario, economico, sociale, giuridico, fiscale, tecnologico e di “intelligence” un po’ in tutto il mondo.

Questo processo di trasformazione, ancora in corso, richiede un attento monitoraggio delle strategie da applicare o precedentemente applicate al fine di proteggere efficacemente ed incrementare il patrimonio, non solo a vantaggio delle generazioni più giovani, ma anche della generazione ancora attiva che è riuscita a crearlo, mantenerlo o incrementarlo fino ad ora.

Verificare se i programmi definiti in precedenza sono ancora adeguati per la realizzazione degli obiettivi prefissati diventa un’esigenza rilevante e necessita di un’analisi ampia e strutturata che può essere condotta da un consulente patrimoniale di fiducia, che vada ad integrare e coordinare l’eventuale attività di altri professionisti già attivi con i clienti.

Quando bisogna realizzare la pianificazione patrimoniale?

La pianificazione patrimoniale è un’attività da porre in essere il prima possibile in presenza di un patrimonio da proteggere, possibilmente già dalla fase della sua costituzione. Normalmente sono tre le fasi cronologiche di un patrimonio: la sua costruzione, la sua conservazione e/o il suo accrescimento, il suo trasferimento.

Spesso la prima fase è quella che richiede più tempo ed energie ed è quindi proprio durante questa fase che le persone, in quanto sempre impegnate e con pochissimo tempo da dedicarvi, dovrebbero farsi assistere ad un esperto consulente patrimoniale che permetta loro di evitare d’incappare in tutta una serie di decisioni ed azioni d’impulso ai cui effetti potrebbe risultare poi impossibile porre rimedio.

Secondo le più recenti ricerche in proposito, da un punto di vista anagrafico questa fase di costruzione del patrimonio occupa i primi 60 anni circa della vita delle persone, mentre la seconda fase di conservazione e/o accrescimento viene condotta tra i 60 e gli 80 anni. La terza fase, quella di trasferimento del patrimonio, viene generalmente realizzata nella fase finale della vita, a partire dagli 80 anni, ma è di assoluta importanza pianificarla e predisporla per tempo, quando si è ancora giovani, anche se poi si compirà solo al momento dovuto.

Grafico del ciclo di vita del risparmio di Modigliani

Come viene realizzata la pianificazione patrimoniale?

La pianificazione patrimoniale viene realizzata attraverso un’attenta analisi ed il monitoraggio costante di esigenze ed obiettivi in capo al singolo e al suo gruppo familiare, in relazione agli avvenimenti sia interni che esterni allo stesso.

I primi beneficiari di tale attività sono  i diretti proprietari dei patrimoni e solo nella seconda e terza fase della vita di una persona può iniziare a riguardare anche gli eredi e beneficiari futuri.

Si tratta pertanto di un’attività consulenziale estremamente delicata ma anche preziosa, in quanto in genere le persone non possiedono attitudine e competenze idonee in egual misura per governare efficacemente sia la fase di costruzione della propria ricchezza che quelle del suo mantenimento e trasferimento alla generazione successiva.

Il ricorso ad un consulente patrimoniale competente e di fiducia, figura professionale largamente utilizzata all’estero da svariati decenni, diventa pertanto un fattore fondamentale per un’efficace ed equilibrata gestione del patrimonio, in assenza di conflitti di interesse e di competenze, in modo che i benefici derivanti dalla ricchezza possano estendersi anche alle successive generazioni della famiglia.

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